CALANDRATURA
high-tech
NELL'IDEA DEI PIU', LA CALANDRA E' UNA MACCHINA TRADIZIONALE
PER CALDARERIA E CARPENTERIA. IN REALTA' ESSA E' PRESENTE ANCHE IN
AERONAUTICA CON ESEMPLARI VERAMENTE HIGH-TECH. QUI VEDIAMO LA MAGGIORE
DEL MONDO IN QUESTO SETTORE.
Detenere record mondiali nella
costruzione di macchine non è facile, vista la concorrenza: Ottenerne due
contemporaneamente è un vero en plein.
Che è però riuscito alla
Parmigiani Macchine (CR). Essa infatti, battendo famosi costruttori italiani
ed esteri, ha fornito al gruppo Alenia una gigantesca calandra per lamiere
di larghezza fino a 12 m, attualmente la maggiore del mondo nel settore avio.
E questo è già un record. Il
secondo è il livello di automazione di questa unità, automazione che va ben
al di là delle funzioni “a bordo macchina” e che si collega a quella del
sistema produttivo consentendo un ciclo di lavoro totalmente automatico e
integrato nell’automazione dell’intero stabilimento.
In effetti, la gigantesca
macchina è il cuore di una cella flessibile di produzione totalmente
automatica ma integrata con le altre sulle quali si basa la produzione
Alenia.
Questa macchina ha le sue
motivazioni nelle esigenze e negli orientamenti più avanzati dell’industria
aeronautica, ossia tendenza a componenti costruttivi di dimensioni sempre
maggiori, sagomature sempre più complicate, necessità di automazione per
realizzare un contenimento dei costi di produzione.
La calandra è prevista per
lamiere di larghezza fino a 12 m e spessore fino a 20 mm e per tutti i
materiali usuali nel settore avio, principalmente leghe leggere ad alto
limite di snervamento.
Essa deve inoltre provvedere a
sagomature e calandrature particolarmente complicate: non semplicemente la
generazione di “virole” tonde, come nei settori caldareria o carpenteria,
bensì curvature secondo profili asimmetrici, cilindrici e conici, bordi di
attacco alari, ecc.
Infine, le lamiere prelucidate
utilizzate nel settore avio impongono che tutte le operazioni avvengano con
grandi precauzioni, per evitare danneggiamenti superficiali che renderebbero
i pezzi inaccettabili.
Quest’esigenza si estende
naturalmente alle apparecchiature di manipolazione e di trasporto, che
vedremo.
COORDINAMENTO PERFETTO
Un commento a parte merita
l’automazione. La macchina costituisce, come detto, il cuore di una cella
flessibile che opera nell’ambito di un processo complesso che vede le grandi
lamiere passare dall’una all’altra delle varie celle di produzione su cui si
articola il moderno stabilimento.
L’ottimizzazione del ciclo di
produzione prevede il coordinamento fra le varie celle e il trasferimento
“just in time” delle lamiere. Il controllo a bordo macchina – pur
nell’autonomia delle proprie funzioni – deve qui interagire con
l’automazione generale, con un perfetto coordinamento.
La connessione fisica tra
calandra e sistema produttivo è data da un carro-ponte automatico che serve
come elemento di movimentazione delle grandi lamiere rappresentando in
realtà un vero robot che provvede a collocare la lamiera nella macchina.
Qui sono previsti otto
manipolatori con riscontri a V aventi il compito di centrare e posizionare
la lamiera nella fase di deposito e di farla poggiare gradualmente sui
bracci in orizzontale che sostengono la lamiera in varie fasi di
lavorazione.
In dialogo con il controllo
macchina, il carro-ponte-robot posiziona la lamiera in battuta sulla
macchina.
Il rullo superiore della
calandra si porta in basso fino alla posizione di lavoro richiesta dalla
curvatura da eseguire, operazione che avviene sempre con due passaggi, sia
per una gradualità di deformazione (minore incrudimento), sia perché carico
e scarico devono avvenire sullo stesso lato della macchina.
Durante la calandratura, i
bracci laterali si alzano gradualmente in funzione del raggio di curvatura,
accogliendo correttamente la lamiera e sostenendola anche dopo curvatura.
Al termine dell’operazione, il
rullo superiore della calandra si alza liberando la lamiera che viene poi
prelevata in automatico a cura del carro-ponte-robot già visto.
L’intero ciclo di carico/scarico
si svolge in automatico e le operazioni di calandratura richiedono la
presenza di un solo operatore.
Dalla sintetica descrizione del
ciclo di lavoro emerge un aspetto veramente fondamentale: l’interazione tra
il sistema di caricamento/manipolazione e la macchina. La gigantesca lamiera
proveniente dalle operazioni precedenti del ciclo viene trasportata,
posizionata e messa in lavoro mediante i citati 8 bracci manipolatori.
Il coordinamento dei movimenti
deve essere preciso al decimo di millimetro e non comportare interferenze o
sfasamenti. A questo provvede naturalmente un evoluto software gestionale
che dialoga con il CNC della calandra.
Naturalmente, la macchina in sé
e per sé deve essere – per costruzione e automazione “interna”- di livello
adeguato a quello altissimo del contesto operativo generale.
Al di là dei dettagli
costruttivi, per i quali rimandiamo alla documentazione della Casa, si
possono citare alcuni particolari notevoli che caratterizzano questa
calandra.
Si tratta di un’unità a tre
rulli (uno superiore e due inferiori).
Il primo di essi è supportato da
una grande traversa di reazione
ed è mobile verticalmente mediante due cilindri oleoidraulici dotati di
controllo di posizione e assoggettati a regolazione in anello chiuso in modo
da assicurare il costante e perfetto parallelismo nella calandratura
cilindrica e l’esatto angolo di inclinazione impostato in quella conica.
Speciali gruppi di rulli di
sostegno impediscono che i lunghissimi rulli di lavoro si flettano sotto
carico.
Un altro aspetto notevole e
pregevole è l’azionamento di questi ultimi rulli: in luogo dei tradizionali
rinvii con giunti cardanici, qui si utilizzano esclusivamente motori
oleoidraulici montati singolarmente sull’asse di ciascun rullo.
Questa soluzione contribuisce a
linearità, semplicità costruttiva e sicurezza funzionale.
Poi, c’è l’automazione a bordo
macchina. Basata su un CNC agente su 11 assi, essa dialoga e interagisce col
cell controller (calcolatore di supervisione) e permette
all’operatore di impostare sul pulpito di comando l’intero ciclo operativo,
gestendo:
- accettazione
e carico della lamiera sulla macchina
mediante interpolazione automatica con il carro-ponte;
-
allineamento della
lamiera all’inizio del ciclo di calandratura;
-
posizionamento dei
tre rulli della macchina e relativa inclinazione
nel caso di calandrature coniche;
-
controllo dei
rulli a velocità variabile;
-
posizionamento dei
manipolatori laterali durante le varie fasi del ciclo
operativo, in funzione della forma di calandratura, in modo da sostenere
costantemente e correttamente la lamiera.
IL
PROGRAMMA DELLA CASA
Questa realizzazione mette bene
in evidenza il livello tecnico raggiunto dalla Parmigiani.
La macchina fornita ad Alenia è
una costruzione speciale: ma gli stessi principi costruttivi si ritrovano in
tutta la produzione corrente della società cremonese, produzione che, oggi,
comprende calandre a tre o quattro rulli, per lamiere di larghezza da 1,5
fino a 8 m, spessori fino a 250mm.
La
figura 2 mostra una
calandra oleoidraulica tipo TBH, a tre rulli, con invito, di medie dimensioni.
La
figura 3 ne illustra invece una di
dimensioni maggiori, del tipo VBH a quattro rulli.
In precedenza orientata
soprattutto a grandi macchine speciali, l’Azienda punta ora ad agire in modo
più incisico sul mercato delle macchine medio-piccole nelle quali essa
introduce e sfrutta la vasta esperienza raccolta con le più impegnative
costruzioni speciali.
Parmigiani costruisce però anche
curvatrici per profilati: la
figura 4
ne mostra una della serie “Planet”.
Si tratta di curvatrici
universali asimmetriche, costruite in vari modelli per la curvatura di
profilati con modulo di resistenza a flessione (W) fino a 5.000 cm cubici,
con tre rulli trascinatori (azionati ciascuno da un motore idraulico) e
compensazione automatica della velocità periferica di rotazione in funzione
della dimensione (sezione del profilato).
Due rulli mobili, con
regolazione idraulica indipendente, permettono di eseguire l’invito di
deformazione su entrambe le estremità del profilato.
I rulli correttori laterali
dispongono di tripla regolazione.
Queste macchine vengono
costruite per lavorazione sia con assi orizzontali che verticali.
La
figura 5 mostra invece una
curvatrice della serie “Century”: si tratta di macchine universali con rulli
telescopici che si adattano a differenti sezioni di profilati.
Vengono costruite in vari
modelli, sempre per profilati con modulo W fino a 2.500 cm cubici.
I rulli telescopici universali
permettono la curvatura di tutti i profilati standard senza richiedere alcun
smontaggio dei rulli ma semplicemente con regolazione (mediante ghiere
filettate) dei cilindri concentrici che li costituiscono.
Il ridotti interasse dei rulli
curvatori consente di ottenere profilati curvi con parte diritta residua
estremamente limitata.
La speciale conformazione dei
rulli evita deformazioni di sagoma sui profilati, riduce al minimo
l’utilizzo dei rulli correttori laterali, velocizza e semplifica il ciclo di
lavoro.
Un altro pregevole prodotto sono
le bordatrici idrauliche per fondi
(figura
6).
Anch’esse costruite in vari modelli per la lavorazione di fondi fino a 50 mm
di spessore e 8.000 mm di diametro, queste macchine sono disponibili in due
versioni:
-
FM/hy-ch, per
fondi con foro al centro;
-
FM/hy-wch, per
fondi ciechi.
Su tutti i modelli sono previsti
visualizzatori digitali di quota, viti a sfere per la traslazione dei
carrelli, protezioni telescopiche sul bancale e completa automazione del
ciclo di bordatura.
L’attività Parmigiani è
completata da presse idrauliche e manipolatori speciali, destinati al
servizio con le predette bordatrici.
Con l’applicazione Alenia – ma
anche con l’intero suo programma di produzione – Parmigiani si propone
quindi come costruttore di macchine evolute per la trasformazione della
lamiera e come partner competente e affidabile per costruzioni e
applicazioni speciali.